venerdì 6 gennaio 2012

35° Compleanno.

domenica, 25 gennaio 2009

35° Compleanno

Non sono affezionato alle ricorrenze, il giorno del mio compleanno, normalmente, mi scivola da dosso. Facendo mente locale, non ricordo nulla dei precedenti, o almeno non ne ricordi uno per un qualche motivo particolare. L'ultimo, invece, difficilmente lo dimenticherò. Una idea di quello che stesse bollendo in pentola me l'ero già fatta; F. mi aveva già annunciato qualcosa da qualche settimana: "quest'anno voglio sviluppare con te il tuo lato femminile...". I pacchi mi erano stati consegnati già da qualche giorno, ma non potevo aprirli; tuttavia gli incarti e la sensazione al tatto degli stessi lasciavano già presagire di cosa si trattasse. Inoltre, il tutto F. lo aveva preparato con la complicità di C. (Pantera) che ci avrebbe raggiunti in un secondo momento al covo. Dunque, è giovedì, 22 gennaio, siamo entrambi per strada e finalmente ci incontriamo con le nostre auto al solito posto, ne lasciamo una, e il resto della strada lo percorriamo insieme. Non ci vediamo da una settimana, guardarsi negli occhi è sempre la prima cosa che facciamo e suscita sempre una forte emozione. Siamo al covo, F., tranne che per telefono, non mi ha ancora augurato il buon compleanno, ma subito mi consegna i pacchi e mi dice di aprirli. Li scarto, so già di cosa si tratti, ma vedere la gonnellina cortissima viola, mutandine, calze a rete, bustino con le stecche, e sentirsi dire "oggi sarai la mia femminuccia " sortisce in ogni caso il suo effetto sorpresa. La cosa non mi turba, già in qualche altra situazione mi ha fatto indossare cose femminili. Le piace immaginarmi un po’ "checca", come dice Lei. Sebbene, di mia iniziativa non abbia mai avuto di queste tendenze, confesso che fin da adolescente la donna preparata di tutto punto con calze, reggicalze, corpetto e tutto il resto, è sempre stata presente nel mio immaginario erotico, come ho sempre confessato a F. del mio rimanere terribilmente affascinato dalle puttane vestite, appunto, proprio da puttane. Quegli indumenti mi piacevano, indipendentemente dal fatto che da li a poco avrei dovuto indossarli io. È Lei a vestirmi e a prepararmi e solo dopo aver completato l’opera mi dice “buon compleanno amore, sei bellissimo” e afferrata la macchina fotografica “dobbiamo immortalare questo momento”. Non mi sento donna, non mi piacciono e non mi interessano gli uomini, ma la sensazione di costrizione del bustino, la sensazione di violabilità che mi dava la gonnellina e la striminzita mutandine, mi generavano una sorta di eccitazione mentale; anche l’eccitazione fisica cominciava a farsi strada e ad essere difficile da contenere. Lei sembrava compiaciuta del risultato ottenuto ma all’improvviso “sbaglio o devi scontare una punizione?”; non sbagliava, credevo che le fosse sfuggito e all’improvviso, oltre che travestito, mi ritrovo ammanettato e a con il culo all’aria. “Comincia a contare…” e così fino a 40 sulle mie natiche. “Adesso possiamo continuare, adesso posso amarti come dico io, prendi lo strap on, aiutami ad indossarlo e mettiti sul letto a pancia in giù”. Mettersi li ad aspettare che mi possieda, che mi usi, che magari riesca anche a goderne è una sensazione da brivido. La sento su di me, la sento entrare lentamente, è sprofondata completamente dentro di me, il culo comincia ad abituarsi e i movimenti sono sempre più sciolti. Non lo posso negare, superata la fase iniziale è puro piacere, la vorrei ancora di più, vorrei che mi scopasse ancora più forte, la sento dire cose oscene, mi da della troia, della puttana, sono anche vestito come una puttana, mi fa ammettere che era quello che desideravo. Mi fa promettere e ammettere di tutto con estrema facilità: “lo sai che ti farò fare la puttana? Ti farò prostituire per me”, ed io ad acconsentire, in quel momento avrei accettato qualsiasi cosa. La sento dimenarsi ancora più forte, forse riesce a godere e all’improvviso: “adesso voglio vedere la tua faccia mentre lo prendi”, si mette lei sotto con il fallo eretto e io mi ci debbo sedere sopra. Il culo non fa più fatica ad accogliere nulla, mi entra con estrema facilità e stavolta sono io che debbo muovermi. Il suo viso è completamente rilassato, le piace molto vedermi in quello stato e mi dice “non smettiamo fino a che non godi con il culo”. È accaduto altre volte, non sempre si riesce, ma stavolta non avevo scampo o lo facevo o non si smetteva. Indossare le cose femminile mi amplificava tutte le sensazioni, e da lontano il mio orgasmo cominciava a farsi strada, lento ma attratto sempre di più dalla velocità crescente dei movimenti. Sono pronto, sto per godere. Sto per godere con un fallo nero di 20 centimetri piantato nel culo, e solo con quello, senza neanche sfiorarmi il davanti, è tutto moltiplicato per diecimila, sia per durata che per intensità. Sto godendo, è indescrivibile. Lo stato di abbandono che si prova dopo è totale,mi fermo, mi guardo, sembro davvero una puttana, ho la sensazione di essere ritornato in me da chissà quale dimensione. “Lo sai che scoparti così mi piace di più? Penso che lo farò più spesso….ma che ore sono? Accidenti è tardissimo, ricomponiamoci e diamoci da fare”.
Ci diamo da fare per preparare il pranzo, è arrivata anche Pantera nel frattempo. È tutto buonissimo da Lei ottimamente preparato, tagliamo la torta, apriamo una bottiglia di Berlucchi, caffè e tutti e tre in camera da letto. “L. perché non mostri a C. il regalo di natale?”. cinturaIl regalo di natale è una cintura di castità in cuoio con tanto di lucchetto e chiavi. La indosso, chiudo il lucchetto e consegno a Lei le chiavi. “Mettiti li, di fronte al letto in ginocchio e guardaci”. Eseguo, loro sono sul letto e cominciano ad amoreggiare, io immobile e costretto a guardare e a non toccare, sono anche ammanettato e pinzettato ai capezzoli. All’improvviso C. “F., perché non lo liberi e lo fai partecipare?”, e F. “non so, non saprei, ma si dai….”. Grazie C…. un compleanno così non si dimentica facilmente.
postato da: solodilei alle ore 14:08 | link | commenti (2)
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