Al Covo in full-immersion 4/6 marzo 2010
Me l'aveva preannunciato, l'ultima volta che mi aveva chiamato al Suo cospetto. "Preparati, perchè la prossima volta sarà diverso; sarà una full immersion". Inutile averLe chiesto cosa volesse dire. "Lo scoprirai al momento opportuno, cioè quando tornerai qui", mi rispose quasi brusca non meno che misteriosa.
Me l'aveva preannunciato, l'ultima volta che mi aveva chiamato al Suo cospetto. "Preparati, perchè la prossima volta sarà diverso; sarà una full immersion". Inutile averLe chiesto cosa volesse dire. "Lo scoprirai al momento opportuno, cioè quando tornerai qui", mi rispose quasi brusca non meno che misteriosa.
Un mese passato a fantasticare e sono di nuovo qui, al Covo. La cintura di castità è rimasta al suo posto salvo che per la pulizia personale. Orgoglioso mostro alla mia Padrona con quanto spirito di sottomissione ho sopportato la costrizione sessuale insieme ai disagi psicologici e fisici, compreso il dolore che spesso mi causa ma che rimanda a Lei in una sorta di piacere infinito.
Mi aggiro nella piccola ma confortevole mansarda nella quale sono ospitato. Già! Ospitato. Dovrei piuttosto dire ... consegnato!
Mi aggiro nella piccola ma confortevole mansarda nella quale sono ospitato. Già! Ospitato. Dovrei piuttosto dire ... consegnato!
Appena giunto mi ha ricevuto con la solita cortese freddezza; il tempo di darmi gli ordini e le istruzioni, aprire i regali e gioirne (aveva atteso quasi un mese per poterli avere) ad ammirarli e poi via di corsa verso i Suoi impegni.
"Ci vediamo domani, ti avviserò quando starò per arrivare; dovrai provvedere alla pulizia della casa e alla tua consueta preparazione. Da questo momento non potrai uscire di casa. Avevo pensato di chiuderti a chiave ma ragioni di cautela e sicurezza mi inducono a desistere da ciò.
"Ci vediamo domani, ti avviserò quando starò per arrivare; dovrai provvedere alla pulizia della casa e alla tua consueta preparazione. Da questo momento non potrai uscire di casa. Avevo pensato di chiuderti a chiave ma ragioni di cautela e sicurezza mi inducono a desistere da ciò.
La telefonata per assicurarsi che stia bene mi conforta nel mio isolamento dal mondo esterno. Il letto accoglie la mia stanchezza, ed è sicuramente la soluzione migliore per poter affrontare tutto quello che mi aspetta il giorno dopo, le fantasie stanno per prendere vita.
La sveglia mi riporta alla mia condizione e rapidamente riordino la casa pulendola. Quindi comincio a prepararmi per essere pronto , così come mi aveva ordinato.
Ero pronto per Lei.
Ero pronto per Lei.
In ginocchio attendo lo squillo che ne preannuncia l'arrivo, eccolo ... e il cuore si tuffa nello stomaco. Pochi minuti e con la consueta calma entra a riempire lo spazio vuoto della casa nuda senza di Lei. Sono in ginocchio, con il capo chino e lo sguardo basso come Lei mi ha ordinato .
Si avvicina incombente, porge la mano che mi affretto a baciare avido di sentirne il primo contatto con la sua pelle ... ah finalmente i Suoi piedi e i Suoi stivali. Mi ordina di alzarmi e di seguirLa. Gioisco al sentire che si la pulizia della casa è soddisfacente ma che ancora ci sono piccole cose da ricordare, l'ordine è essenziale per Lei e ogni cosa ha il suo posto e trovarla come desidera è sinonimo di attenzione e di accettazione del Suo volere . Si accerta che non ho provveduto solo alla pulizia della casa ma anche alla mia personale e l' umiliazione non è il passaggio delle Sue dita nella zona anale per sincerarsi che fossi depilato bene ma bensì il sentirmi ridicolo nell'eseguire con estrema naturalezza azioni che immaginate mille volte hanno una valenza ma che eseguite hanno un risvolto inimmaginato .
" Mettiti a 4 zampe e aspetta davanti alla porta della stanza da letto "
Gli abiti si accumulano a terra e la Sua prorompente nudità è uno schiaffo alla costrizione nella quale mi ha rinchiuso. La splendida gonna nera che Le avevo regalato, il corsetto/reggiseno rosso e la guepiere con il reggicalze anch'essi rossi stile anni '50 si addicono in maniera perfetta alla Sua figura di Donna. Le scarpe rosse che le porgo si chiudono attorno alle calze di naylon color carne con la riga posteriore ed il tallone rinforzato .La vestizione la immerge in un cambiamento da cui ne esce quella che è realmente : Mimosa , la Mia Padrona.
E' pronta e splendente e la Sua recente pettinatura ed il colore dei capelli ravviva l'insieme e s'intona ad incastro a tutto il resto. Lo straordinario potere evocativo delle polsiere e del collare di punizione mi gettano in quello che ho cercato e desiderato per una vita,per ultimo il guinzaglio e sono così come Lei desidera : il Suo cagnolino.
Mi conduce a spasso per la casa e ogni tanto indugio per il disagio che il dolore alle ginocchia mi causa , non esita a dare qualche strattone al guinzaglio e subito mi rimetto solerte a seguirLa trotterellando felice proprio come un cagnolino. Mi lascia ai piedi del divano centrale e mi dice di stendermi sulla schiena, fà freddo e Lei che è sempre attenta alla sicurezza e alla salute dei Suoi schiavi mi concede di mettere un tappetino affinchè non prenda freddo, la testa sotto il divano stesso. Si allontana. I rumori che provoca maneggiando gli attrezzi che sono gelosamente ed ordinatamente riposti nel Suo armadio iniziano a mettermi in uno stato di agitazione. Fissa le Sue amate catene al travetto posto lungo il tetto della mansarda, agganciandole con dei moschettoni, potevo vedere bene sbirciando da sotto il divano e vederLa muoversi lenta e sicura calma la mia ansia. Dalla trave pendono parallele due brevi catene. Mi ordina di alzare una gamba che fissa ad un distanziatore a cui sono infissi due anelli con una piccola catena che in breve cinge e blocca le caviglia, in poche mosse assicura così i miei piedi all'asse e le mie gambe sono divaricate al massimo. Sono in tal modo con le gambe sospese in alto ed aperte in maniera oscena. Sono soggiogato dal Suo sguardo che sembra di fuoco scintillante ed in preda alla Sua assoluta dominazione. Lascia la stanza per ritornarvi quasi immediatamente ma in quel piccolo lasso di tempo prepotente ritorna il senso del ridicolo e vorrei scappare, ma non è imprigionata solo la mia persona; è la mia anima ad esserlo .
Lo scivolare intorno al mio ano della Sua mano rivestita da un guanto e umido di gel lubrificante, mi procura un brivido e anche una preoccupazione; "sarò stato bravo ad eseguire la mia pulizia" , un preservativo al dildo di lattice color rosso cupo e lentamente inizia a scivolare dentro di me. Senza esitare prima uno poi due dita dentro lo sfintere. Sobbalzo per il leggero fastidio che mi procura l'introduzione decisa. Sono insieme eccitato ed umiliato ma inesorabilmente alla Sua mercè. Quando la lubrificazione raggiunge il suo scopo, senza indugio avvicina il dildo all'orofizio, quindi con una progressiva e lenta pressione lo introduce fino alla base e l'arnese resta ben piantato. La sento sorridere soddisfatta e commentare: "Vedo che ti sei impegnato bene! Noto con piacere che adesso il tuo ano è allenato per ricevere questi oggetti. Bravo, c'è di che divertirsi , adesso"
Eretta su di me imponente , ah visione sublime, con il frustino in mano inizia a colpirmi , non posso contare i colpi perchè imbavagliato,è la sua voce ferma e dolce allo stesso tempo che li conta, ben 50 !
Li distribuisce sulle due natiche e oltre cento i piccolo colpi che mi colpiscono alle cosce, ai genitali, ai piedi. Quando la "punizione" decide che l'ha soddisfatta, depone il frustino e comincia a fotografarmi. Sono indolenzito per i colpi brucianti sul corpo, per la postura estremamente scomoda, ma un euforia sconosciuta mi pervade e mi rende felice. E' passata più di un'ora e decide di sciogliermi . Mi libera dalla sospensione ma mi lascia ancora legato alle caviglie e divaricato dal distanziatore. L'ordine è di mettermi a quattro zampe, testa sotto il bisto ed avvolta dalle mani. La sento calzare ancora un guanto di lattice e si pone dietro di me. " Adesso ti mungo come una vacca!"
Il suono della sua amata voce stavolta è sarcastico e scopro anche questo suo aspetto finora sconosciuto. Prende a massaggiarmi il pene, flaccido, come se avesse una tetta di una mucca, tirando verso il basso e strizzandolo. Non riesco ad essere turgido e mi canzona per questo. "Che c'è? non ti viene duro? la castità fa il suo effetto, vedo. Ma tanto a che cosa può servirti più" . Sento una cocente umiliazione insieme alla frustrazione di non riuscire a godere finalmente, adesso che me lo concedeva dopo quasi un mese che non avevo avuto alcuna attività sessuale. Mi concentro, violentandomi, per poter trarre qualche eccitazione da quell'azione che mette in atto, che mi consentisse di avere un orgasmo, finalmente. E' stata molto paziente: voleva "mungermi" con successo , per darmi un contentino e in più umiliandomi . Voleva che godessi come una "bestia", in una posizione innaturale, con un dildo conficcato saldamente dentro l'ano. E' paziente ed ottiene quello che ha voluto e pensato: ad un tratto, mi sento tremare, comincio a gemere, ansimante. Stò per godere per mano della mia Padrona che si accorge del mio insorgente orgasmo ed accelera l'azione di "mungitura" e ciò mi procura dei brividi intensi , forse mai provati prima di allora e godo accompagnato da quella mano "padronale" fino all'esaurimento ed allo svuotamento totale. Si rialza e si mette a sedere sul divano accanto, ignorando il mio stato. Prende tra le mani un libro ed inizia a leggere, lasciandomi esaurire il mio orgasmo nella solitudine come se non le importasse nulla. Ma in realtà è così, non le importa null'altro che essere stata la protagonista indiscussa e assoluta e di aver tratto il Suo piacere.
Il tempo di farmi riavere e mi libera dal distanziatore e riprende a leggere non prima di avermi ordinato di rimettere tutto a posto. Mi aspetto di essere obbligato a pulire il pavimento dal mio seme con la lingua ma non arriva quest'ordine, come è indifferente a ciò che mi sembra scontato avvenga .Mi accovaccio ai Suoi piedi dopo che con amore ho riposto tutti gli attrezzi che fino ad un attimo prima sono stati i miei costrittori .... e Lei continua a leggere. Ad un tratto si distende sul divano , mi porge il libro e mi ordina di leggerlo per Lei . Il libro era "EMMANUELLE" di Arsan, romanzo "cult" della fine degli anni '60.
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