giovedì 5 gennaio 2012

... metaforica stargate.

domenica, 09 novembre 2008

...metaforica stargate

Quando siamo scesi in strada ieri sera, appena varcato il monumentale portale del palazzo, una metaforica stargate, ci siamo guardati negli occhi, e la sensazione che ci ha assilito all'istante è stata: "...accidenti (in realtà abbiamo usato un'altra espressione), c'è un altro mondo qui fuori...".
Un mondo a parte, isolato da tutto il resto, lo scorrere del tempo un particolare ininfluente.
Le prescrizioni del giorno prima: "Cerca di eseguire il servizio in maniera impeccabile come ci si aspetta da uno slave esperto come te. Quando sarai da solo con gli altri schiavi devi scambiare con loro solo il minimo indispensabile di colloquio e solo attinente a ciò che stai facendo, cioè al servizio. Concentrati bene su ciò che sei e su ciò che mi aspetto da te. Durante l'esecuzione del post-pranzo ricordati che noi non saremo una coppia ma solo La Padrona con il suo slave e per questo tu non avrai nessun diritto nè di ribellarti nè di opporti a ciò che farò anche con altri".
Oggi sono schiavo, senza riserve, non posso sbagliare, non posso deludere le Sue aspettative, debbo essere all'altezza in ogni istante, non riceverò gratificazioni di alcun tipo, molto più probabilmente riceverò umiliazioni, e dovrò ringraziare sempre e comunque.
Si comincia.
Quello che sto facendo sembra non toccarmi più di tanto.
Lei è li e sembra non vedermi neppure, per gli altri commensali sono addirittura trasparente. In alcuni momenti penso alla stranezza di noi schiavi. All'improvviso riesco ad incrociare un Suo sguardo, l'animo si infiamma ed esplode completamente quando ricevo addirittura un sorriso rubato agli sguardi degli altri convenuti, che ha tutto il sapore di un "stai procedendo bene". Il mio entusiasmo si riaccende, è forte e vivo nel momento in cui Lei mi concede di starLe in ginocchio vicino, mi riempie di orgoglio.
Ho provato un po di vergogna quando le mani di una "Mistress dal viso angelico" hanno cominciato ad imbrattare il mio viso con cioccolato, panna e quant'altro e poi costretto a guardarmi nello specchio. Al contempo, non posso nascondere che il "fami usare", il fare da cavia, mi genera dei brividi che mi attraversano completamente. Mi piace stare sotto, mi piace scaricare completamente la mente e concentrarmi esclusivamente su quello che sto per subire, mi piace mostrare di essere in grado di sopportare e di non proferir parola anche quando i colpi di frusta si fanno più pesanti e provengono da due mani contemporaneamente. Non mi piace quando vedo che le attenzioni riservate normalmente a me dalla Padrona fino a questo momento, fino a questo giorno, all'improvviso si spostano su un altro soggetto, non ha importanza se maschio o femmina, pur sempre un altro soggetto.
La "Mistress dal viso angelico" mi chiede alla fine se possa ritenermi soddisfatto ed aggiunge che se ho sofferto posso sicuramente esserlo.
Uno schiavo non cerca la sofferenza in senso assoluto, sfido qualsiasi sottomesso/a ad ammettere che si nutre di solo dolore. Uno schiavo cerca, attraverso la sofferenza, in ogni caso, sempre una gratificazione; un piacere che raramente è fisico, ma che è il più delle volte mentale e anche molto complicato da raggiungere; leggere la soddisfazione della Padrona sul proprio volto è una sensazione che non ha prezzo.
Costretto dalla Padrona ad "ingoiare" le attenzioni rivolte alla schiava, ho provato solo dolore, fine a se stesso.
Avlu, lo so che non me la ruberai, ma che ci posso fare se ci sto male? Ti voglio bene.


postato da: solodilei alle ore 17:09 | link | commenti (2)
#1 10 Novembre 2008 - 11:07
vediamo se funziona...
Utente: solodileiContattamiGuarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. solodilei
#2 10 Novembre 2008 - 21:01
Ah, perdonala, la mia Avluela.
Purtroppo é uscita un pò zoccoletta....

sapessi come me ne si spezza il cuore....


Un saluto.
Utente: GormonContattamiGuarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Gormon

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