Ultimo dell'anno
"Dobbiamo dedicarci una giornata prima del 31, in qualche modo, anche noi, dobbiamo salutare insieme il 2008".
Una considerazione normalissima, l'avranno fatta forse insieme a noi altre centomila persone. E' stato ieri, giorno 30 e di mattina.
L: Sono già per strada, credo di farcela per le 11.
F: Anche io sono già uscita, solo che faccio un salto al Gran Caffè che debbo farmi dare il numero da R.
L: E' tardi, se vai prima al Gran Caffè... e poi che devi fare con il numero di R.?
F: E' troppo affascinante, mi piace troppo, lo voglio corteggiare e poi fargli una proposta, e questo fatto che è gay mi stuzzica molto.
L: Amore dai non scherzare, non lo conosco sto R. ma mi è già antipatico, e poi è gay...
F: Non mi interessa quello che pensi, io sono la Padrona e certo non debbo farmi influenzare dai tuoi pensieri.
Io, come immaginato, arrivo prima di lei,comincio a pensare che davvero sia passata dal tipo, e mille pensieri cominciano a farsi strada nella mente. All'improvviso la vedo spuntare, dalla sua macchina spunta poco più della sua testa, gli sguardi si incrociano, i nostri visi cominciano ad illuminarsi. Sta salendo nella mia macchina, è affascinante come al solito, e in mano porta una busta dai colori natalizi di cui ignoro il contenuto.
Ci stiamo dirigendo verso il nostro covo.
L: Sei stata davvero da R.?
F: Certo che ci sono stata, avevi dubbi?
L: Credevo mi prendessi in giro...
F: No no, ci sono stata, perciò ho fatto tardi; R. non c'era, peccato. Ho preso questi dolci e questa bottiglia di spumante, così potremmo brindare al nuovo anno... come è facile prenderti in giro. Oggi, visto che non possiamo (che non posso) fare più di tanto, andiamo sulla spiaggia e scattiamo qualche foto, poi torniamo al covo a brindiamo.

La giornata è serena, fredda ma c'è il sole, il mare è calmo, la spiaggia deserta. Alle mani ho le polsiere di cuoio e metallo lucente, che dovrò tenere per tutto il tempo, anche quando andrò, dopo, dal fruttivendolo. Siamo sulla spiaggia, lei vestita di nero sopra, sotto di carne e lingerie, è bellissima.
Siamo al covo, pranziamo e ci apprestiamo a brindare, il dolce lo abbiamo già consumato e lo spumante è già nei bicchieri.
Lei è seduta e all'improvviso: " vai a prendere il plug e spogliati... vieni qui davanti a me, girati, porgimi il culo".
In pochi secondi mi ritrovo ammanettato con le mani dietro la schiena, con il plug piantato nel culo e seduto di fronte a lei. Lei sorseggia lo spumante, il mio bicchiere è pieno e ancora sul tavolo. Sono in mano sua, potrebbe farmi qualsiasi cosa. E' una sensazione fantastica.
"Ho voglia di farti quella cosa che ti ho fatto l'altra volta, voglio masturbarti, voglio farti godere come una donna, voglio strofinarti il clitoride".
Mi sfiora il cazzo e in pochi attimi mi diventa duro, tira fuori la cappella, si sputa sulle dita e comincia a strofinarmela. I primi attimi sono piacevoli e basta, la saliva comincia ad asciugarsi, al piacere comincia ad aggiungersi una crescente sensazione di fastidio. Il fastidio comincia a diventare dolore che si mescola a piacere. Lo strofinio mi fa contorcere sulla sedia e sono sempre seduto sul plug, è incessante, il piacere sta venendo da lontano, lento e appena percettibile, ma comincia a farsi strada. Forse il godimento delle donne è proprio così. La sensazione di dolore è scomparsa, ora è dolore puro ma sempre misto a piacere che continua a crescere.
Mi porge il bicchiere: "bevi un po di spumante, anzi finiscilo e lascia il bicchiere pulito, che dopo dovrai bere ancora".
Ho già capito cosa ha intenzione di fare. Sto arrivando, non resisto, il dolore è fortissimo sto per esplodere, e l'esplosione viene raccolta dal bicchiere. In momenti come questi, l'abbandono successivo è totale, mi sembra di essare stato appena attraversato da un carro armato.
Lei prende il suo bicchiere di spumante e mi porge il mio appena "riempito".
"Lo facciamo sto brindisi o no? Cin cin, buon anno amore mio".
Una considerazione normalissima, l'avranno fatta forse insieme a noi altre centomila persone. E' stato ieri, giorno 30 e di mattina.
L: Sono già per strada, credo di farcela per le 11.
F: Anche io sono già uscita, solo che faccio un salto al Gran Caffè che debbo farmi dare il numero da R.
L: E' tardi, se vai prima al Gran Caffè... e poi che devi fare con il numero di R.?
F: E' troppo affascinante, mi piace troppo, lo voglio corteggiare e poi fargli una proposta, e questo fatto che è gay mi stuzzica molto.
L: Amore dai non scherzare, non lo conosco sto R. ma mi è già antipatico, e poi è gay...
F: Non mi interessa quello che pensi, io sono la Padrona e certo non debbo farmi influenzare dai tuoi pensieri.
Io, come immaginato, arrivo prima di lei,comincio a pensare che davvero sia passata dal tipo, e mille pensieri cominciano a farsi strada nella mente. All'improvviso la vedo spuntare, dalla sua macchina spunta poco più della sua testa, gli sguardi si incrociano, i nostri visi cominciano ad illuminarsi. Sta salendo nella mia macchina, è affascinante come al solito, e in mano porta una busta dai colori natalizi di cui ignoro il contenuto.
Ci stiamo dirigendo verso il nostro covo.
L: Sei stata davvero da R.?
F: Certo che ci sono stata, avevi dubbi?
L: Credevo mi prendessi in giro...
F: No no, ci sono stata, perciò ho fatto tardi; R. non c'era, peccato. Ho preso questi dolci e questa bottiglia di spumante, così potremmo brindare al nuovo anno... come è facile prenderti in giro. Oggi, visto che non possiamo (che non posso) fare più di tanto, andiamo sulla spiaggia e scattiamo qualche foto, poi torniamo al covo a brindiamo.

La giornata è serena, fredda ma c'è il sole, il mare è calmo, la spiaggia deserta. Alle mani ho le polsiere di cuoio e metallo lucente, che dovrò tenere per tutto il tempo, anche quando andrò, dopo, dal fruttivendolo. Siamo sulla spiaggia, lei vestita di nero sopra, sotto di carne e lingerie, è bellissima.Siamo al covo, pranziamo e ci apprestiamo a brindare, il dolce lo abbiamo già consumato e lo spumante è già nei bicchieri.
Lei è seduta e all'improvviso: " vai a prendere il plug e spogliati... vieni qui davanti a me, girati, porgimi il culo".
In pochi secondi mi ritrovo ammanettato con le mani dietro la schiena, con il plug piantato nel culo e seduto di fronte a lei. Lei sorseggia lo spumante, il mio bicchiere è pieno e ancora sul tavolo. Sono in mano sua, potrebbe farmi qualsiasi cosa. E' una sensazione fantastica.
"Ho voglia di farti quella cosa che ti ho fatto l'altra volta, voglio masturbarti, voglio farti godere come una donna, voglio strofinarti il clitoride".
Mi sfiora il cazzo e in pochi attimi mi diventa duro, tira fuori la cappella, si sputa sulle dita e comincia a strofinarmela. I primi attimi sono piacevoli e basta, la saliva comincia ad asciugarsi, al piacere comincia ad aggiungersi una crescente sensazione di fastidio. Il fastidio comincia a diventare dolore che si mescola a piacere. Lo strofinio mi fa contorcere sulla sedia e sono sempre seduto sul plug, è incessante, il piacere sta venendo da lontano, lento e appena percettibile, ma comincia a farsi strada. Forse il godimento delle donne è proprio così. La sensazione di dolore è scomparsa, ora è dolore puro ma sempre misto a piacere che continua a crescere.
Mi porge il bicchiere: "bevi un po di spumante, anzi finiscilo e lascia il bicchiere pulito, che dopo dovrai bere ancora".
Ho già capito cosa ha intenzione di fare. Sto arrivando, non resisto, il dolore è fortissimo sto per esplodere, e l'esplosione viene raccolta dal bicchiere. In momenti come questi, l'abbandono successivo è totale, mi sembra di essare stato appena attraversato da un carro armato.
Lei prende il suo bicchiere di spumante e mi porge il mio appena "riempito".
"Lo facciamo sto brindisi o no? Cin cin, buon anno amore mio".
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